A Prophet - Salomè
Regia: Vittorio Vaccaro
Con Ivana Monti,
Cinzia Brugnola, Ettore Distasio, Cloris Paris, Ilaria Bottiglieri e Vittorio Vaccaro
Salomè di Oscar Wilde è una delle opere più rappresentative dell’autore e forse la migliore. Una tragedia moderna che lascia spazio ad un teatro classico, un’opera teatrale splendida e completa di tutti quegli elementi che rendono unico il lavoro di Wilde.Salomè racconta un mondo lussurioso, peccaminoso, avido e senza regole se non quelle del capriccio, del danaro, della presunzione e dell’onnipotenza. Una ragazza, Salomè, che per capriccio decide la sorte di un uomo, Giovanni Battista, facendolo decapitare, solo perché questo le ha omesso un bacio.Erodiade, donna che usa gli uomini come fossero merce per il proprio desiderio sessuale ed Erode, il potere, la ricchezza, il peccato, la lussuria, che si macchia perfino del peccato d’incesto con la figlia. Una pièce da cui si evince, da un lato, il forte potere che riesce a esercitare la donna sfruttando la sua femminilità, usandola come arma per sedurre e quindi convincere, dall’altro , la debolezza dell’uomo sottomesso al piacere della lussuria Salomé provoca in modo palesemente sessuale il padre Erode, fino a riuscire a convincerlo, dopo un’iniziale titubanza e nonostante la sua posizione di tetrarca, a ottenere che si decapiti un uomo- “è per me che chiedo la testa di Iokanaan in un bacile d’argento. Tu hai giurato Erode.”“le sia dato ciò che chiede! È davvero figlia di sua madre!” (da “La danza della luna”)
NOTE DI REGIA
Come non innamorarsi di un testo come Salomè, dove scorre la vita, quella vita che ci rappresenta in tutte le sue sfumature e che a volte, ipocritamente, rifiutiamo e giudichiamo. Salomè, opera nata a fine Ottocento, rivela con superba attualità la nostra quotidianità, una quotidianità dove consumismo, onnipotenza, indifferenza, peccato, perversione, lussuria, avidità, sfrenatezza ed eccessi…ci appartengono più di quanto siamo disposti ad ammettere. Oscar Wilde in questa pièce mette in evidenza un mondo lussurioso dove il sesso, la sensualità e la seduzione femminile rappresentano il potere; Cos’è oggi la lussuria? Dopo alcune ricerche e riflessioni sono arrivato a pensare che la lussuria, un tempo peccato capitale, non lo sia più o meglio, non lo riconosciamo più come tale. Oggi tutto è eccessivo, la nostra auto, la nostra casa, il nostro modo di vestire, il rapporto con l’altro sesso, la musica che ascoltiamo, i film che guardiamo, e sembra che tutto sia “normale” perché ci siamo abituati alla “lussuria” delle cose, della vita; l’eccesso oggi è la normalità, una normalità che comprende territori sempre più vasti e incontrollati della vita, dove i confini tra bene e male, chiaro e scuro, limpido e torbido si fanno sempre più labili. La televisione ci racconta sempre più spesso di VIP scoperti in momenti di perversione con trans, cocaina, alcol, prostitute e tutto diventa notizia cult, prodotto vendibile, scoop, e loro, i VIP, individui peccaminosi e lussuriosi diventano i nuovi Dèi dell’Olimpo, affascinanti e irraggiungibili per il pubblico dei comuni mortali. Questa messa in scena vuole essere moderna, quotidiana e non lontana da tutto quello che ci circonda. Uomo e donna si confondono nei ruoli, il peccato è normalità, Erode è un cocainomane che desidera sua figlia, che a sua volta è una sorta di ermafrodita, che viaggia sulla perversione elegante e contraddittoria, complice a volte di Erodiade, a volte madre senza limiti, a volte nemica. Salomè vuole essere, come nei miei lavori passati, reale, necessario e credibile. In scena cinque attori istrionici lavorano sul gesto essenziale e sulla parole come strumenti emotivi per raccontare e raccontarsi attraverso le parole di Oscar Wilde.






