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  • Il gioco del teatroIl corso, rivolto alla fascia d’età che va dai 7 agli 11 anni, ha come obiettivo quello di insegnare al bambino i primi passi di avvicinamento all’arte del teatro attraverso il “gioco” come elemento cardine di un metodo chiaro, intuitivo e naturale.
  • A Prophet - Salome'Salomè di Oscar Wilde è una delle opere più rappresentative dell’autore e forse la migliore. Una tragedia moderna che lascia spazio ad un teatro classico, un’opera teatrale splendida e completa di tutti quegli elementi che rendono unico il lavoro di Wilde.
  • Amleto - La trappola per topiUn Amleto non integrale, fatto solo di alcuni momenti, alcuni dialoghi, alcuni monologhi; frammenti dai quali è però possibile gustare l’intera essenza dell’opera. Un Amleto “anagrammato”, un puzzle della tragedia, da cui sono stati raccolti alcuni pezzi e accostati in modo inconsueto.
  • Geppetto e PinocchioLe avventure di Pinocchio, storia di un burattino è uno dei capolavori della letteratura universale per l'infanzia, ed è il capolavoro incontestato di quella italiana. Ed è per questo che la voglia di portare in scena il burattino più amato al mondo mi ha accompagnato fin dai primi passi teatrali.
  • Una patatina nello zuccheroMonologo tragicomico dalle sfumature delicate, momenti esilaranti si alternano agli attimi di tenerezza pura ispirati da Graham, giovane scapolo disadattato, che vive ancora con la madre ottantenne in procinto di sposare una vecchia fiamma di gioventù.

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A Prophet - Salomè

 

 

Regia: Vittorio Vaccaro

Con Ivana Monti,

Cinzia Brugnola, Ettore Distasio, Cloris Paris, Ilaria Bottiglieri e Vittorio Vaccaro

 

Salomè di Oscar Wilde è una delle opere più rappresentative dell’autore e forse la migliore. Una tragedia moderna che lascia spazio ad un teatro classico, un’opera teatrale splendida e completa di tutti quegli elementi che rendono unico il lavoro di Wilde.Salomè racconta un mondo lussurioso, peccaminoso, avido e senza regole se non quelle del capriccio, del danaro, della presunzione e dell’onnipotenza. Una ragazza, Salomè, che per capriccio decide la sorte di un uomo, Giovanni Battista, facendolo decapitare, solo perché questo le ha omesso un bacio.Erodiade, donna che usa gli uomini come fossero merce per il proprio desiderio sessuale ed Erode, il potere, la ricchezza, il peccato, la lussuria, che si macchia perfino del peccato d’incesto con la figlia.  Una pièce da cui si evince, da un lato, il forte potere che riesce a esercitare la donna sfruttando la sua femminilità, usandola come arma per sedurre e quindi convincere, dall’altro , la debolezza dell’uomo sottomesso al piacere della lussuria Salomé provoca in modo palesemente sessuale il padre Erode, fino a riuscire a convincerlo, dopo un’iniziale titubanza e nonostante la sua posizione di tetrarca,  a ottenere che si decapiti un uomo- “è per me che chiedo la testa di Iokanaan in un bacile d’argento. Tu hai giurato Erode.”“le sia dato ciò che chiede! È davvero figlia di sua madre!” (da “La danza della luna”)

 

NOTE DI REGIA

Come non innamorarsi di un testo come Salomè, dove scorre la vita, quella vita che ci rappresenta in tutte le sue sfumature e che a volte, ipocritamente, rifiutiamo e giudichiamo. Salomè, opera nata a fine Ottocento, rivela con superba attualità la nostra quotidianità, una quotidianità dove consumismo, onnipotenza, indifferenza, peccato, perversione, lussuria, avidità, sfrenatezza ed eccessi…ci appartengono più di quanto siamo disposti ad ammettere. Oscar Wilde in questa pièce mette in evidenza un mondo lussurioso dove il sesso, la sensualità e la  seduzione femminile rappresentano il potere;  Cos’è oggi la lussuria? Dopo alcune ricerche e riflessioni sono arrivato a pensare che la lussuria, un tempo peccato capitale, non lo sia più o meglio, non lo riconosciamo più come tale. Oggi tutto è eccessivo, la nostra auto, la nostra casa, il nostro modo di vestire, il rapporto con l’altro sesso, la musica che ascoltiamo, i film che guardiamo, e sembra che tutto sia “normale” perché ci siamo abituati alla “lussuria” delle cose, della vita; l’eccesso oggi è la normalità, una normalità che comprende territori sempre più vasti e incontrollati della vita,  dove i confini tra bene e male, chiaro e scuro, limpido e torbido si fanno sempre più labili. La televisione ci racconta sempre più spesso di VIP scoperti in momenti di perversione con trans, cocaina, alcol, prostitute e tutto diventa notizia cult, prodotto vendibile, scoop, e loro, i VIP, individui peccaminosi e lussuriosi diventano i nuovi Dèi dell’Olimpo, affascinanti e irraggiungibili per il pubblico dei comuni mortali. Questa messa in scena vuole essere moderna, quotidiana e non lontana da tutto quello che ci circonda. Uomo e donna si confondono nei ruoli, il peccato è  normalità, Erode è un cocainomane che desidera sua figlia, che a sua volta è una sorta di ermafrodita, che viaggia sulla perversione elegante e contraddittoria, complice a volte di Erodiade, a volte madre senza limiti,  a volte nemica.  Salomè vuole essere, come nei  miei lavori passati, reale, necessario e credibile. In scena cinque attori istrionici lavorano sul gesto essenziale e sulla parole come strumenti emotivi per raccontare e raccontarsi attraverso le parole di Oscar Wilde.

 

Vittorio Vaccaro

 

 

 

 

 

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