È voler gridare noi ci siamo.
È un urlo che vuole rompere qualsiasi barriera.
È un grido che vuole arrivare lontano.
È una necessità.
È silenzio.
È  danza nello spazio vuoto.
È lotta.
È preghiera.
È sacrificio.
È l’imprevisto.

Teatro Urlo è una realtà teatrale che nasce nel febbraio del 2006, fondata da Vittorio Vaccaro, attore e regista diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. È formata, inoltre, dagli attori Enzo Giraldo e Laura Locatelli, dalla scrittrice e drammaturga Ilaria Rossetti e da Sara Rancati, responsabile di amministrazione e distribuzione. È una compagnia di ricerca che sposa una metodologia di lavoro, “la verità dell’attore”, basata sulla credibilità recitativa e la necessità espressiva. Oltre delle proprie produzioni, Teatro Urlo si occupa anche di promozione culturale e di formazione nel campo del teatro, della scrittura e della comunicazione.

Ha sede presso il Caffè delle Arti di Lodi, dove organizza eventi culturali.

 

“Non ho mai creduto in un’unica verità, né in quella mia né in quella degli altri; sono convinto che in tutte le scuole, tutte le teorie possono essere utili in un dato luogo e in una data epoca. Ma ho scoperto che è possibile vivere soltanto se si ha un ardente e assoluta identificazione con un punto di vista. Mano a mano che il tempo passa, che noi cambiamo, che il mondo cambia, tuttavia, gli obiettivi si modificano e il punto di vista muta.”

Peter Brook

La verità, per un attore, è l’obiettivo da raggiungere per un credibilità agli occhi dello spettatore. Ogni artista può scegliere il proprio mezzo per comunicare ma non può non tener conto che alla base ci deve essere la necessità di essere credibili. Solo quando l’attore raggiunge il suo obiettivo può considerarsi in grado di avere la propria autonomia di agire, di poter camminare con le proprie gambe.

L’attore, nell’atto di recitare, diviene un mezzo di comunicazione: è l’urlo con cui la gente comune vorrebbe far sentire la propria voce, la propria opinione, le proprie idee ma non può, per mancanza di strumenti, di personalità, di occasioni o più semplicemente per paura… Il pubblico delega l’attore a parlare per lui, e quest’ultimo, in qualità di portavoce, non può non essere credibile, “vero”. La chiave per aprire le porte della verità sta nella necessità. È un lavoro che richiede tempo, pazienza e disponibilità a mettersi al servizio di una ricerca di e dentro se stessi.