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  • Il gioco del teatroIl corso, rivolto alla fascia d’età che va dai 7 agli 11 anni, ha come obiettivo quello di insegnare al bambino i primi passi di avvicinamento all’arte del teatro attraverso il “gioco” come elemento cardine di un metodo chiaro, intuitivo e naturale.
  • A Prophet - Salome'Salomè di Oscar Wilde è una delle opere più rappresentative dell’autore e forse la migliore. Una tragedia moderna che lascia spazio ad un teatro classico, un’opera teatrale splendida e completa di tutti quegli elementi che rendono unico il lavoro di Wilde.
  • Amleto - La trappola per topiUn Amleto non integrale, fatto solo di alcuni momenti, alcuni dialoghi, alcuni monologhi; frammenti dai quali è però possibile gustare l’intera essenza dell’opera. Un Amleto “anagrammato”, un puzzle della tragedia, da cui sono stati raccolti alcuni pezzi e accostati in modo inconsueto.
  • Geppetto e PinocchioLe avventure di Pinocchio, storia di un burattino è uno dei capolavori della letteratura universale per l'infanzia, ed è il capolavoro incontestato di quella italiana. Ed è per questo che la voglia di portare in scena il burattino più amato al mondo mi ha accompagnato fin dai primi passi teatrali.
  • Una patatina nello zuccheroMonologo tragicomico dalle sfumature delicate, momenti esilaranti si alternano agli attimi di tenerezza pura ispirati da Graham, giovane scapolo disadattato, che vive ancora con la madre ottantenne in procinto di sposare una vecchia fiamma di gioventù.

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La Compagnia

 

È voler gridare noi ci siamo.

È un urlo che vuole rompere qualsiasi barriera.

È un grido che vuole arrivare lontano.

È una necessità.

È silenzio.

È  danza nello spazio vuoto.

È lotta.

È preghiera.

È sacrificio.

È l’imprevisto.

 

Teatro Urlo è una realtà teatrale che nasce nel febbraio del 2006, fondata da Vittorio Vaccaro, attore e regista diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. È una compagnia di ricerca che sposa una metodologia di lavoro, "la verità dell'attore", che consiste in un percorso di studio basato sulla credibilità recitativa e la necessità espressiva . Questo approccio non vuole essere il fondamento di una nuova scuola di pensiero, in quanto il credere in un’unica verità di metodo è un atto assolutamente arbitrario.

 

“Non ho mai creduto in un'unica verità, né in quella mia né in quella degli altri; sono convinto che in tutte le scuole, tutte le teorie possono essere utili in un dato luogo e in una data epoca. Ma ho scoperto che è possibile vivere soltanto se si ha un ardente e assoluta identificazione con un punto di vista. Mano a mano che il tempo passa, che noi cambiamo, che il mondo cambia, tuttavia, gli obiettivi si modificano e il punto di vista muta.”

Peter Brook

 

La verità, per un attore, è l'obiettivo da raggiungere per un credibilità agli occhi dello spettatore. Ogni artista può scegliere il proprio mezzo per comunicare ma non può non tener conto che alla base ci deve essere la necessità di essere credibili. Solo quando l'attore raggiunge il suo obiettivo può considerarsi in grado di avere la propria autonomia di agire, di poter camminare con le proprie gambe.

L'attore, nell’atto di recitare, diviene un mezzo di comunicazione: è l’urlo con cui la gente comune vorrebbe far sentire la propria voce, la propria opinione, le proprie idee ma non può, per mancanza di strumenti, di personalità, di occasioni o più semplicemente per paura… Il pubblico delega l'attore a parlare per lui, e quest’ultimo, in qualità di portavoce, non può non essere credibile, “vero”. La chiave per aprire le porte della verità sta nella necessità. È un lavoro che richiede tempo, pazienza e disponibilità a mettersi al servizio di una ricerca di e dentro se stessi.

Notizie flash

24 novembre 2011 - Lodi - Teatro alle Vigne

7 gennaio 2012 - Calatafimi - Teatro Alhambra

8 gennaio 2012 - Termini Imerese - Museo Civico "Baldassare Romano"